L’anno scorso in occasione dei vent’anni dall’uscita
Max ci ha regalato una riedizione speciale del primo album degli 883 composta di
duetti con i rapper del momento (Hanno Ucciso L'Uomo Ragno 2012). Quest’anno però si è superato. Il
nuovo album che celebra il cantante pavese è uno di quei dischi da avere nella propria collezione musicale: MAX20. Intanto un bilancio di questi ultimi vent’anni è d’obbligo, dice Max: «Ho sempre avuto una certa rassegnazione nei confronti del destino. Credo che alcune cose sono andate come dovevano andare o potevano andare peggio. Mi reputo comunque fortunato, ho attraversato anni in cui molti nella musica sono stati falciati».
La lista delle tracce:
Welcome Mr. President - (Pezzali, Repetto, Florio) INEDITO
Il presidente di tutto il mondo - (Pezzali, Repetto) INEDITO
I cowboy non mollano - (Pezzali) INEDITO
Ragazzo inadeguato - (Pezzali) INEDITO
L'universo tranne noi - (Pezzali) INEDITO
Tieni il tempo 2013 (feat. Jovanotti)
Lo strano percorso (feat. Eros Ramazzotti)
Ti sento vivere (feat. Giuliano Sangiorgi)
Gli anni (feat. Cesare Cremonini)
Come mai (feat. Claudio Baglioni)
Sei un mito (feat. Fiorello)
Quello che capita (feat. Antonello Venditti)
Sei fantastica (feat. Raf)
Come deve andare (feat. Davide Van De Sfroos)
Nessun rimpianto (feat. Nek)
Eccoti (feat. Francesco Renga)
La dura legge del gol (feat. Edoardo Bennato)
Rotta x casa di Dio (feat. Gianluca Grignani)
Nord sud ovest est (feat. Elio)
Max20
è innanzitutto un disco che lega Max alla musica italiana, se qualcuno
ancora avesse avuto delle remore snobistiche riguardo le canzoni di
Max/883, ora non ha più scuse. Quattordici duetti con altrettanti grandi
della canzone italiana. Spiega Max in una recente intervista: «Ho chiamato le persone che hanno condiviso con me un percorso, gli amici e i colleghi che sono stati fondamentali per la mia formazione e con i quali c’è un rapporto di amicizia vero. Avrei voluto anche altre collaborazioni ma avevamo esaurito tecnicamente lo spazio sul Cd. Lavorare con questi artisti è stato molto interessante ed è stato fondamentale cercare testi che non snaturassero il loro modo di interpretarli. Il risultato è ottimo, ci sono testi che sembrano essere scritti apposta per loro».
Da Eros Ramazzotti a Davide Van de
Sfroos («Sono un suo grande fan, mi sono innamorato della sua musica. Ho passato serate con lui a cantare “Pulenta e galena fregia” e questa collaborazione è stata un’evoluzione naturale»), dai “coetanei” Jovanotti, Fiorello, Nek e Grignani a Cesare
Cremonini e Giuliano Sangiorgi (Negramaro). Passando per grandissimi
nomi del calibro di Claudio Baglioni, Antonello Venditti ed Edoardo
Bennato. Spazio anche a Raf, Francesco Renga ed Elio.
Da non perdere “Quello che capita” cantata assieme a Venditti, “Tieni il Tempo” arricchita da nuove strofe cantate da Jovanotti, “Nessun Rimpianto” con uno straordinario Nek e “Rotta x casa di dio” con un ispirato e stralunato Gianluca Grignani.
Max e Mauro ai tempi degli 883
Ma
Max20 è anche 5 inediti e la riunificazione del duo Pezzali/Repetto se
non definitiva almeno per lo spazio di due canzoni, le prime due. Due
canzoni che sembrano due facce della stessa medaglia, la prima
(contenente addirittura un featuring del figliol prodigo Mauro ”Welcome Mr.President” commenta Max «si è ricreata l’antica magia. Mauro mi fa vedere il mondo con altri occhi e questo mi piace molto. Ci siamo incontrati un giorno a Roma, è venuto a trovarmi con un portatile in mano e nient’altro. La sera è ripartito. E’ un uomo imprevedibile ma lavorare con lui mi è piaciuto molto, c’è la condivisione delle idee. Quando si lavora da soli, dopo un pò, ci si annoia») dove si da il benvenuto ad un fantomatico Presidente unico di tutta l’umanità.
Max e Mauro oggi.
La seconda “Il presidente di tutto il mondo” che è il programma del candidato Max alla presidenza appunto del mondo intero.
Allegro e scanzonato il terzo inedito “I Cowboy non mollano”, ma la sorpresa è al quarto inedito. “Ragazzo Inadeguato”
qui Max ritrova la sua vena migliore e ci regala un pezzo che entra di
diritto nelle gemme della carriera dell’ex-883. Quinto
inedito il singolo di lancio del disco la melodica “L’Universo Tranne Noi”.
Le parole degli artisti protagonisti dei duetti dei brani che hanno segnato la carriera artistica di Max presenti nel nuovo album MAX 20 (dal sito ufficiale Max Pezzali)
"L'ho detto subito a Max, quando ci siamo visti per cantare il suo pezzo. Le canzoni, oltre a essere tante cose, sono belle o brutte. Ma su questo non si finirebbe mai di discutere. Specie se poi hai scritto tanto (e bene) come lui. Perciò, pure se già si capisce, non dirò la mia. In questo caso sono anche un po' di parte. Amico, ammiratore e ora partecipante. Ma una cosa la voglio affermare: Come Mai è una canzone perfetta. Non una nota o una sillaba in meno o di più. Che puoi volere ancora dalla musica delle emozioni e dall'intuizione felice di un compositore?" Claudio Baglioni
Edoardo Bennato
"Quando l'Italia si svegliò, un giorno di maggio del '92, con la notizia della prima di quelle, che sarebbero purtroppo poi diventate note come la "stagione delle stragi"... non so perchè, ma mi venne in mente una "canzonetta" che faceva più o meno così: "hanno ucciso l'uomo ragno, chi sia stato non si sa, forse quelli della mala, forse la pubblicità". E' chiaro che non c'era nessun nesso di casualità tra le 2 cose ma quella "canzonetta", in quell'epoca, aveva in se una sorta di presagio lungimirante... Max è un amico. Da ragazzino veniva ai miei concerti... a Pavia... gli voglio bene ed ho stima di lui. E' stato un piacere cantare "la dura legge del goal"... metafora della dura legge della vita! Voglio anche ringraziarlo di aver cantato nel mio album "la fantastica storia del pifferaio magico"... Il rock sia sempre con te, Max" Edoardo Bennato
"Se ti perdi in un deserto, quindi in ogni provincia d'Italia, la persona giusta da chiamare è Max. In ogni sua canzone esiste una cartina geografica con annesso manuale di sopravvivenza. Grazie a lui Cisco e tutti quei ragazzi che abbiamo incontrato e frequentato almeno una volta nella vita hanno avuto un volto e una voce. Il suo approccio musicale è la dimostrazione del fatto che ciò che conta davvero, per chi vuole lasciare un segno nel mondo della musica, è il linguaggio. Max possiede il suo e questo lo ha reso unico. "Gli anni" è una canzone da cantare in motorino sempre in due, o ricordando un tempo in cui, per citare una frase, "forse si stava meglio". Ho amici che si sono commossi quando ho detto loro che avrei cantato questa canzone insieme a Max Pezzali. E farlo ha emozionato anche me". Cesare Cremonini
Jovanotti
"Che bella storia quella degli 883! Che bello farne parte in qualche modo: come amico, come compagno di scuderia per molti campionati decisivi, come giocatore dello stesso squadrone allenato da Claudio Cecchetto, come amico, come collega, e anche come fan, come ammiratore di una vera e propria invenzione di linguaggio, di un modo di scrivere nuovo. Sia chiaro, gli 883 sono il classico esempio di una cosa che nessun talent show avrebbe mai preso, che nessuna casa discografica avrebbe mai messo sotto contratto" Ci voleva Claudio, ci volevano gli anni storici di Radio Deejay quando era proprio il nuovo, il fuori dagli schemi ad attrarre l'attenzione di quel gruppo di lavoro. Lo sanno tutti che "hanno ucciso l'uomo ragno" aveva fatto il giro dei 7 direttori artistici ed era stata scartata da tutti, e questo, sia chiaro, non toglie nulla al valore dei direttori artistici, che qualche bel colpo lo hanno beccato pure loro, ma non questo, perchè gli 883 erano davvero diversi, non assomigliavano a niente di già sentito, erano qualcosa di veramente nuovo. Se ne era accorto, qualche anno dopo, Edmondo Berselli, uno degli uomini più intelligenti del suo tempo, e ci volle lui a fare in modo che fosse più chiaro a tutti che la scrittura di Pezzali raccontava un mondo vero, vitale, interessante, mutato (insieme a Mauro nei primi album, figura importante, ma di questo vi diranno loro due). Gli 883 sono quello che rende il "pop" il linguaggio più importante in circolazione, ed fanno quello che il "pop" italiano ultimamente non riesce più a fare, troppo schiavo di un'idea di canzone legata al concetto di bella voce e bella presenza, le due cose che col pop c'entrano meno. Nel POP bisogna esprimere un immaginario, bisogna fare quello che gli anglosassoni dicono con una parola chiarissima: "rapresent". Le canzoni degli 883, e quei due ragazzi, ha rappresentato per 20 anni un mondo autentico in modo autentico, artistico, poetico. E' tutto rock'n'roll ed è bello starci dentro. Viva gli 883 W Max!!!" Lorenzo Jovanotti Cherubini
"Massimo Pezzali è un amico e un uomo molto cordiale. Ho accettato con piacere il suo invito a cantare la canzone sui punti cardinali e mi sono pure divertito" Elio
Fiorello e Max in copertina su Sorrisi e Canzoni TV
"Me li ricordo ancora gli 883 agli inizi. Era la fine degli anni 80 e c'era ancora qualche spallina in giro, per intenderci le giacche alla Goldrake. Da lì a poco tutto sarebbe cambiato . Lorenzo Cherubini irrompeva sulla scena italiana con Gimme five. Io arrivavo fresco fresco dai villaggi turistici e ancora facevo fatica ad usare le scarpe. Fui catapultato al Rolling Stones di Milano . Era di pomeriggio . Doveva esibirsi Jovanotti . Un delirio. Ma prima dell'esibizione di Lorenzo eccoli !!! Gli 883 ! Non ricordo se si chiamassero già così . Entrarono in scena. Max era magrissimo sembrava Raf, mentre Mauro era più fonato di Angelo Sotgiu dei Ricchi e Poveri. Si esibirono in un pezzo rap, Il titolo mi pare fosse " uan ciu' uan ciu'" meglio scriverlo così ,rende di più l'idea. Diciamolo pure, non proprio un capolavoro. E meno male !! Claudio Cecchetto consigliò loro di provare altre vie.... E così fu : scrissero il loro primo grande pezzo: "Non me la menare"! Erano nati gli 883!! Fu un tripudio di successi , pezzi incredibili, tutti raccolti in questo stupendo Cd in cui io mi sono divertito a cantare alcune strofe di “Sei un mito” C’è anche la mitica "Come Mai" che nel ‘93 ho avuto il piacere di incidere insieme a Max , vincendo l'unica edizione del "Festival italiano" presentato dal grande Mike ! Che dire, una fantastica storia . Se Cremonini dice che ogni pezzo degli 883 e ' una mappa , una carta geografica, per me invece ogni pezzo è un soggetto, un soggetto per un film!! Grazie per avermi reso partecipe di questa avventura! Continua così Max Questo è solo l'inizio!" Fiore
"È stato un vero piacere cantare quel brano di Max, anche perché vivo nella stessa sua zona da qualche anno e capisco benissimo la sensazione che voleva esprimere. Sensazione che trovo attualissima: un vero piacere sincero e genuino. così come è lui, la canzone e tutta la sua musica!" Gianluca Grignani
Nek
"Ho conosciuto Max Pezzali a Castrocaro nel 1991,data che ha segnato il mio e il suo debutto. All'epoca era con gli 883 cantava un pezzo intitolato "Non me la menare" e si percepiva che quella sarebbe stata la forza di Max l'immediatezza delle melodie la semplicità e l'impatto dei testi sempre
attuali e con un linguaggio vicino al mondo dei ragazzi A lui dico grazie!! Per avermi chiamato a cantare un pezzo della sua vita, della sua musica, del suo mondo che è anche il mio, il nostro" Nek
"Una moto, una strada, viaggiare esplorando il mondo, sempre con una storia da raccontare. Un senso di leggerezza, di libertà, immaginazione e concretezza. La musica di Max Pezzali esprime tutto ciò con forza esplosiva, usando un codice espressivo inequivocabile e così immediato che sembra ricavato dal DNA dell’essere umano. “Sei fantastica” è una delle tante canzoni di Max a partire dagli 883 ad oggi che ti ritrovi magicamente a cantare dopo il primo ascolto, come se fosse da sempre esistita in qualche angolo della tua mente. Fiero di esserci a celebrare questi fantastici primi 20 anni" Raf
"Max è un amico e un bravissimo cantautore, la sua semplicità nel vivere il successo deve essere un esempio per tutti. Ciao "amico-moto"" Eros Ramazzotti
"Ricordo Max ai suoi esordi quando anch’io con i Timoria iniziavo la mia carriera discografica. I nostri percorsi allora erano molto differenti, ma ho ancora perfettamente chiara la sorpresa della forza dirompente di quella sua vena pop che ha poi lasciato un segno indelebile nella musica italiana” Francesco Renga
"La musica porta sempre con sè il ricordo di qualcosa e quando si appiccica alla pelle del tempo è impossibile che non entri a far parte anche della tua vita. Max e gli 883 hanno dato voce ai sentimenti di un'epoca che non c'è più ma che riprende vita ogni volta una loro canzone parte alla radio. È come ritrovarsi bambini e ricordarsi che tutto va al solito posto quando è una canzone a mettere pace" Giuliano Sangiorgi
“Max, uno di quegli amici che non vedi molto spesso, ma che sai che c’è. Tutte le volte che l’ho chiamato lui ha risposto ed è venuto trascinandosi dietro il suo entusiasmo cronico per tutto. Una persona con cui è bello condividere molte cose perché da molte cose è attratto” Davide Van De Sfroos
#Musica, #recensione del primo album solista di Jack White, uno che ha bisogno di poche presentazioni: ex leader dei White Stripes, mente dei progetti Raconteurs e Dead Weather, produttore e da non molto anche discografico con la sua Third Man Records.
Anticipato dal singolo 'Love Interruption', è uscito l'attesissimo primo album solista del cantautore statunitense, Blunderbuss. Terminata la straordinaria avventura con Meg White ed i White Stripes, torna con una convincente opera prima. Jack White in questo disco spazia fra i generi, finalmente libero di poter sperimentare tutto quello che gli passa per la testa ed è molto. Dalla musica elettronica a sonorità più vicine al suo ex gruppo (è il caso di Sixteen Saltines), per passare a musiche che ricordano gli Smashing Pumpkins (Freedom at 21). Ma non disdegna neppure prove più cantautorali come in Love Interruption o quasi jazz come la titletrack Blunderbuss o Trash Tongue Talker, senza però perdere mai di vista la sua anima squisitamente rock (I'm Shakin').
Si conferma, se qualcuno avesse ancora avuto dei dubbi, come un cantante di razza, un talento da scoprire e far conoscere anche nel cosiddetto "Bel Paese", una delle poche vere rock-star in questo momento.
Ecco la lista delle tracce:
1."Missing Pieces" 3:27
2."Sixteen Saltines" 2:37
3."Freedom at 21" 2:51
4."Love Interruption" 2:38
5."Blunderbuss" 3:06
6."Hypocritical Kiss" 2:50
7."Weep Themselves to Sleep" 4:19
8."I'm Shakin'" 3:00
9."Trash Tongue Talker" 3:20
10."Hip (Eponymous) Poor Boy" 3:03
11."I Guess I Should Go to Sleep" 2:37
12."On and On and On" 3:55
13."Take Me with You When You Go" 4:10
#Musica, #Recensione del primo album de Il Cile, Siamo morti a vent'anni.
Il disco è l'esordio discografico di Lorenzo Cilembrini, in arte Il Cile, giovane cantautore aretino. Da sottolineare che Il Cile non viene da reality o Sanremo, ma dalla lunga e difficile gavetta (ha trent'anni), e questa già di per se è una nota di merito, per riuscire ad emergere fuori dai canali "ufficiali" ci vuole una marcia in più. Chiatarrista autodidatta cresciuto con Smashing Pumpkins e Nirvana ma anche con Battiato e De Andrè con questo disco ha centrato il bersaglio, infatti ha debuttato direttemanete alla numero 1 della classifica di iTunes e alla numero 5 della classifica ufficiale FIMI. L'album segue il grande successo del primo singolo estratto, uscito qualche mese fa, Cemento Armato, che tutti abbiamo sentito almeno una volta alla radio (è quello dei prati di viole). E segue anche alcune collaborazioni che hanno cominciato a farlo conoscere al grande pubblico, con i Negrita, con i quali ha scritto quattro brani di tredici del loro ultimo album Dannato vivere e la collaborazione con i Club Dogo nel brano «Tutto ciò che ho», dall'album Noi siamo il club.
Siamo morti a vent'anni colpisce subito già dal titolo, che Il Cile spiega così: "La provocazione si confà al mio carattere, al mio essere toscano e quindi satirico e goliardico. Esprime però un concetto importante, quello dell’adeguamento al compromesso che si raggiunge nel passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta. E il compromesso, all’inizio, è morte."
Ed ecco una breve recensione dell'album fatta da Il Cile stesso per Affari Italiani:
"Siamo morti a vent'anni riassume in parole e musica gli ultimi dieci anni della mia vita. Una vita (come spesso accade per i miei coetanei, ma accade anche con le generazioni più giovani e accadeva con quelle passate) fatta di sensazioni altalenanti, di equilibri precari, di gioie immense che si trasformano in immensi vuoti, ma anche di paure che diventano speranze, come crisalidi che si trasformano in farfalle e volano dove l'aria sembra essere più leggera. Adesso il mo forziere dei ricordi legato alla mia musica è colmo di momenti destinati a restare per sempre , quell'energia incontrollabile,quelle vibrazioni dell'anima che solo quando si lavora ad un album,al proprio primo album si riescono a sentire con questa violenza. Finalmente mi sento pronto a mettere in pasto al pubblico il mio lavoro. Perché in fondo si scrive per arrivare alle persone e questo non lo dimentico mai."
Ecco la lista delle tracce (a QUESTO link le tracce commentate una per una dall'autore):
1. Siamo Morti A Vent'Anni
2. Cemento Armato
3. Tu Che Avrai Di Più
4. La Ragazza Dell'Inferno Accanto
5. Tamigi
6. Il Nostro Duello
7. Il Mio Incantesimo
8. Credere Alle Favole
9. La Lametta
Vediamo di scoprire assieme le canzoni dell'album, con una breve recensione brano per brano:
1. Siamo Morti A Vent'Anni - Secondo singolo estratto è una bella ballata che riflette su una generazione che non sa o che non vuole crescere "benedicendo di speranza troppi sogni".
2. Cemento Armato - Tutti l'abbiamo sentita almeno una volta, una straordinaria poesia in musica "Io ti ho dato pareti di viole e tu cemento armato"
3. Tu Che Avrai Di Più - Bella prova alla Negrita per questo pezzo pop-rock sulla difficoltà di lasciar andare un amore ormai finito. Il testo è poesia, una buona notizia in un periodo un pò così per la musica italiana.
4. La Ragazza Dell'Inferno Accanto - Una tipologia dell'universo femminile, vista alla maniera del Cile, in un pezzo veloce e ritmato.
5. Tamigi - Potrebbe essere una delle tante canzoni d'amore, ma la scrittura di Lorenzo le dona quel tocco di magia in più.
6. Il Nostro Duello - "Ma che ne sai della guerra tu?" canta Il Cile in questo trascinante pezzo rockeggiante che esalta le sue doti cantautorali. 7. Il Mio Incantesimo - Terzo singolo estratto è questo bellissimo lento che descrive con disincanto un'intera generazione: "Perchè la mia generazione disperde tutto a terra e la guerra più grande che ha perso è quella con se stessa".
8. Credere Alle Favole - Pop-Rock gradevole sulla disillusione: "Potrei anche provare ad affittare un cuore, ma non mi servirebbe più. E' che non ho più tempo, è che non ho più forza. E' che ho smesso da prima di te, di credere alle favole…e non è mica facile."
9. La Lametta - Il brano che chiude l'album è un pezzo dal ritmo incalzante e coinvolgente, una sorta di dichiarazione di poetica: "Sono il ghigno che esce dalla porta divelta con in mano un'accetta. Io sono la lametta, che apre in due la canzone tutta italiana. Sono il migliore amico di un'idea malsana. È un esercizio di stile tutto questo vivere. Se ci penso di giorno mi viene da ridere. È un esercizio di stile tutto questo vivere. Se ci penso di notte c'è poco da ridere ..." da non perdere!
I video dei primi tre singoli estratti dall'album:
#Musica, #recensione dell'ultimo album dei Linkin Park (gruppo composto da Chester Bennington (voce), Mike Shinoda (voce, tastiera e chitarra), Brad Delson (chitarra), Phoenix (basso), Rob Bourdon (batteria) e Joe Hahn (giradischi).
L'album che vede il ritorno dei Linkin Park dopo due anni (il precedente album A Thousand Suns è del 2010) si intitola "Living Things", ed è il quinto della band statunitense. Riguardo al titolo in un'intervista Mike Shinoda ha spiegato che è stato scelto il Living Things perché "è molto più che un disco riguardo le persone. Riguarda molto più le interazioni personali. Negli ultimi dischi abbiamo avuto interesse per i problemi globali e sociali e c'è qualcosa del genere anche qui, ma quest'album è molto più personale." I testi del disco sono di Chester Bennington e Mike Shinoda, tutto il gruppo ha partecipato alle musiche.
Il genere resta l'aspetto distintivo del gruppo calforniano, esponente principe del Nu-Metal, in un crossover continuo tra i generi più apparentemente distanti, dal pop-rock al pop più melodico (I'll Be Gone), al rap di Lost in the Echo, Lies Greed Misery e Until the Breaks, fino a pezzi che possiamo definire alla Linkin Park come In My Remains, Victimized e la stessa Lost in the Echo, ma c'è spazio anche per l'elettronica (Burn it Down, Skin to Bone) e per pezzi più lenti come Roads Untraveled e Powerless.
#Musica la #Recensione dell'ultimo album di Amy Macdonald.
Anticipato dall'uscita del primo singolo, Slow It Down ecco l'atteso terzo disco della giocane cantautrice scozzese, il disco della conferma. Life in a Beautiful Light è un disco maturo, dodici pezzi nello stile di Amy, ormai riconoscibilissimo, nel suo riprendere sonorità alla Dire Straits ed alla Travis, in un originalissimo pop-rock grintoso, con venature country e folk.
I un'intervista sul nuovo album, che è uscito dopo una pausa piuttosto lunga dal precedente (A Curious Thing del 2010) sulle differenze con i primi due album Amy ha dichiarato:
E' come una progressione naturale. Con il mio primo disco non sapevo sarebbe diventato un album per il pubblico, non avevo fatto ascoltare le canzoni a nessuno perché le scrissi mentre andavo ancora a scuola. Poi il secondo album è nato in tour e l'intero disco suonava come un disco live piuttosto duro. Invece per questo album sono tornata a scrivere da sola nella mia stanza, con la chitarra acustica e le nuove canzoni sono più naturali, tutto ha un'atmosfera più rilassata e mi somiglia di più.
Questa la lista delle tracce:
Amy Macdonald
1."4th of July" 3:48
2."Pride" 3:22
3."Slow It Down" 3:52
4."The Furthest Star" 3:29
5."The Game" 4:24
6."Across the Nile" 3:19
7."The Days of Being Young and Free" 4:09
8."Left That Body Long Ago" 4:49
9."Life in a Beautiful Light" 4:35
10."Human Spirit" 2:06
11."The Green and the Blue" 3:53
12."In the End / Two Worlds" (Hidden track)8:05
La teoria dei colori, è l'ultmo album di Cesare Cremonini, pubblicato il 22 maggio 2012, segue a distanza di quattro anni l'ultimo lavoro in studio del cantautore bolognese (Il primo bacio sulla luna, 2008) ed a due anni dalla pubblicazione della raccolta 1999-2010 The Greatest Hits (2010). Un disco che tutti i fans di Cremonini aspettavano con trepidazione e che conferma Cesare come uno dei cantautori migliori oggi in circolazione, per profondità di testi ed intensità di emozioni che è in grado di trasmettere. L'intero lavoro strizza l'occhio a sonorità british alla Coldplay per intenderci, ma nonostante questo profondamente italiano ed il singolo di lancio descrive al meglio questa compresenza di stili e suoni.
Il singolo di lancio Il comico (Sai che risate) ha avuto un successo straordinario, rimanendo per ben 10 settimane in vetta alla classifica dei brani più suonati dalle radio italiane. Così ne parla Cesare: "Non posso che essere commosso dai feedback positivi ricevuti su questo brano, era da così tanto tempo che lo tenevo con me. È come un figlio a cui vengono rivolti dei complimenti perché è bravo e bello. "L'occhio ti ride ma ti piange il cuore" è un'immagine del brano che ha colpito molto i fan. È la metafora migliore che racconta la figura del comico. In ogni ambiente di lavoro e di vità c'è una persona che si prende la briga di combattere la solitudine, si prende la responsabilità di farci ridere. Il comico è diventata una metafora semplificatrice per raccontare un sentimento d'amore".
Riguardo al titolo dell'album il cantante spiega: "Ci siamo accorti, in più di 10 anni di questo mestiere, da 50 Special in avanti, di non essere mai stati la stessa cosa, monocromi, ma di aver sempre cercato una crescita, un cambiamento, qualcosa di nuovo. La mia stessa voce è cambiata. La policromia è il senso più specifico con cui cerco di affrontare un disco al giorno d'oggi". E ancora: "In realtà quando ho deciso di chiamare l'abum così, quello cui stavo dando importanza era il fatto di poterli declinare, questi colori, di poter costruire un album che sia chiaro, semplice, lineare, perfino minimalista, però variopinto".
L'album nelle note del disco viene definito un manuale d'amore, Cesare afferma che: "si è una sorta di manuale di emozioni. L'amore è un po' il leit motiv, lo specchio con cui confontarsi continuamente e non si tratta necessariamente della storia d'amore di questo momento. Questo è un disco di reazione ad un periodo troppo difficile e pesante, di reazione alla realtà di questo momento. E' una fuga dalla sofferenza, la ricerca di un po' di felicità".
Ecco le undici tracce:
Il comico (Sai che risate) – 4:17 (Cesare Cremonini)
Una come te – 4:17 (Cesare Cremonini)
Stupido a chi? – 4:07 (Cesare Cremonini, Alessandro Magnanini)
L'uomo che viaggia fra le stelle – 3:36 (Cesare Cremonini)
Non ti amo più – 3:59 (Cesare Cremonini)
Amor mio – 3:31 (Cesare Cremonini)
I Love You – 4:49 (Cesare Cremonini, Alessandro Magnanini, Alessandro Di Nuzzo)
Ecco l'amore che cos'è – 3:56 (Cesare Cremonini)
Tante belle cose – 3:49 (Cesare Cremonini)
La nuova stella di Broadway – 4:27 (Cesare Cremonini)
Il sole – 4:40 (Cesare Cremonini, Alessandro Magnanini)
Proviamo ad affrontare le tracce commentandole brevemente, per dare un'idea complessiva del lavoro:
Il comico (Sai che risate) – Singolo di lancio del disco, non ha bisogno di molti commenti, bello anche il video che potete vedere qui sopra.
Una come te – Secondo singolo dell'album è una canzone in cui Cesare descrive la donna amata, o meglio che si vorrebbe amare; Musica con sonorità dal gusto retrò.
Stupido a chi? – Spazio all'elettronica per questo brano dal ritmo veloce e con quel pizzico di ironia tipico di Cremonini. Il quale si domanda "se il cuore non comanda davvero".
L'uomo che viaggia fra le stelle – Leggiamo il testo: "la scienza dell'amore non sa niente, di me che tremavo di paura, allora aprivo le finestre per vedere cosa c'era, c'era la notte e le sue stelle e sul tuo viso era la luna, così ho capito che per sempre non avrei amato più nessuna". L'amore non si può spiegare ma solo vivere, bel pezzo nostalgico, che ricorda un amore perduto.
Non ti amo più – Le quattro parole del titolo sono le parole che chiudono una storia d'amore. Cesare si chiede se siano abbastanza per valere un addio. La canzone è "alla Cremonini", veloce, trascinante anche se manca un ritornello che potrebbe farne un singolo non ci se ne accorge più di tanto.
Amor mio – Primo vero lento dell'album, ricorda per certi versi Samuele Bersani, qui molto spazio viene concesso a pianoforte e violini. "Tu dentro me sei la musica che voglio sentire".
I Love You – Pezzo veloce dove il cantautore bolognese immagina l'incontro, in un futuro prossimo, con un amore del passato, riflettendo sul come sarebbe stato se... C'è una malinconia di fondo che nel contrasto con una musica spensierata arriva a creare un gusto particolare.
Ecco l'amore che cos'è – Ancora una volta il tema è la fine di un amore, ed ancora una volta al ritmo scanzonato della musica si contrappone una tristezza che sa quasi di disincanto. "Cos'è l'amore forse si capisce quando si perde, piccole grandi cose quotidiane".
Tante belle cose – Secondo lento dell'album e di nuovo protagonista è il pianoforte, strumento tanto amato/odiato da Cesare. Che qui canta: "Non farti mai cambiare dalle cose [...] si perde sempre qualcosa quando ci si innamora. Quando ci si innamora nasce un amore tante belle cose, quante cose nuove, tante ti perderai".
La nuova stella di Broadway – Canzone atipica, una storia in crescendo, un racconto coinvolgente che ci trasporta nell'atmosfera della scintillante New York di Broadway.
Il sole – Il pezzo che chiude l'album è un altro racconto dal sapore anni 70 sempre con quell'aura di malinconia che pervade molti pezzi del disco. "Vivere è come navigare" canta Cremonini "trovare la rotta giusta,saper tornare a casa".
20 anni fa usciva un disco che avrebbe portato alla ribalta uno dei gruppi italiani più amato di sempre. L’anno era il 1992, il disco Hanno Ucciso l’Uomo Ragno, il gruppo era una sigla, 3 cifre per la precisione, 883! Un duo, Max Pezzali e Mauro Repetto da Pavia, dalla classica provincia italiana a fenomeni radiofonici e sociologici. Un successo forse oggi irripetibile ma che ha segnato tutti coloro che furono travolti da quella ventata fresca di racconti e vite di tutti i giorni cantate nel linguaggio corrente dei giovani di allora, senza filtri, senza mediazioni, diretto, sincero. Fra quei giovani molti sarebbero entrati nel mondo della musica, alcuni di questi oggi sono fra i rappers italiani più apprezzati ed in voga del momento. Da qui l’idea di festeggiare quell’album così importante collaborando ad una riedizione dello stesso. Alcuni di loro infatti hanno entusiasticamente accettato di mettere mano a quegli 8 brani, di farne parte riproponendo al loro pubblico ciò che così tanto influì sulla loro vita, artistica ma non solo. Ecco quindi Hanno Ucciso l’Uomo Ragno 2012.
Ecco come lo stesso Max racconta la scelta di chiamare a raccolta il mondo del rap:
Il Rap italiano sta vivendo una vera e propria esplosione perché è l’unica realtà musicale che parla dritto al cuore e al cervello dei ragazzi, con immediatezza di linguaggio e contenuti che raccontano il mondo reale così com’è. Ascoltare gli artisti che hanno collaborato a questo progetto rimare sulle canzoni del primo album degli 883 mi ha riportato all’incosciente entusiasmo di allora, e mi ha fatto capire che in fondo i sogni, le paure, i bisogni e le emozioni dei ragazzi non sono poi così cambiati negli ultimi vent’anni. Sono orgoglioso di aver ospitato la Champions League del rap su un mio disco: grazie a tutti, è stato un onore.
Lista delle tracce e collaborazioni:
Sempre Noi feat. J-Ax
Non Me La Menare feat.Entics
S’Inka**a (Questa Casa Non è Un Albergo) feat. Ensi
6/1/Sfigato feat. Two Fingerz
Te La Tiri feat. Emis Killa
Hanno Ucciso L’Uomo Ragno feat. Dargen D’Amico
Con Un Deca feat. Club Dogo
Jolly Blue feat. Fedez
Lasciati Toccare feat. Baby K
“Sempre Noi” è il singolo che precede l’album ed è una piccola perla scritta e cantata da Pezzali assieme a J-Ax (già metà degli Articolo 31 negli anni 90) una sorta di sunto di quello che volle dire essere giovani all’inizio degli anni 90, in un gioco di citazioni ed autocitazioni a ripetizione. Il video di “Sempre Noi” è anch’esso una chicca per i fan degli 883, vede infatti il ritorno di Mauro Repetto l’altra metà degli 883 che abbandonò il progetto 883 dopo il secondo album e sparì dalla circolazione praticamente fino ad oggi. Oltre a Repetto tanti gli amici presenti nel video, da Pierpaolo Peroni a Claudio Cecchetto, da Cisco a Ensi …
Il video:
La rivelazione dell'ultima edizione di Amici, conclusasi poche settimane fa è senza ombra di dubbio Annalisa Scarrone, già vincitrice del premio della critica l'anno scorso, lo ha rivinto quest'anno nella categoria big. Una bella soddisfazione per la giovane cantante ligure che si è contraddistinta per le esibizioni sempre perfette e che ha dimostrato che la timidezza e la riservatezza possono essere un'arma in più.
Il nuovo album si intitola “Mentre tutto cambia”, un album che continua e sviluppa la strada segnata dal primo lavoro di Annalisa “Nali”, con canzoni che ricalcano la migliore tradizione della musica italiana.
Una breve scorsa alle canzoni: Senza Riserva è il primo conosciutissimo singolo del disco e riprende le tematiche di “Diamante Lei e Luce Lui” canzone dello scorso album e primo grande successo della Scarrone, seguono 11 tracce che confermano la classe e le qualità vocali di Annalisa. Dalla delicata “Non Cambiare Mai” dove canta“mentre tutto cambia tu non cambiare mai, mentre tutto corre intorno a noi rimani dove sei, rimani come sei” ai pezzi più ritmati come “Lucciole”, “Ottovolante” e “Tutto Sommato”, a brani che sottolineano la voce della cantante savonese come “Per una notte per sempre” e “Ancora Un'Altra Volta” fino a brani dalle atmosfere cantautorali come “Bolle”, “Prato di Orchidee” e “Non ho che questo amore” fino alla bellissima e travolgente “Tra Due Minuti è Primavera”. Se amate la buona musica italiana non potete non ascoltare questa talentuosa ragazza ligure.
Tracce:
Senza riserva – 3:00 (Roberto Casalino)
Non cambiare mai – 3:41 (Dario Faini, Giulia Anania)
Lucciole – 3:26 (Dario Faini, Andrea Amati)
Per una notte o per sempre – 3:24 (Giulia Anania, Marta Venturini)
Tutto sommato – 2:58 (Roberto Casalino, Niccolò Verrienti)
----------------------------------------------------------------------------------Dopo Liam ed i suoi Beady Eye ecco la seconda metà (solo per motivi temporali) degli Oasis alle prese con il primo album solista "Noel Gallagher's High Flying Byrds" (dal titolo di un pezzo dell'album di debutto dei Jefferson Airplane), certamente una delle uscite discografiche più attese dell'ultimo periodo.
Finalmente si completa il cerchio, se i Beady Eye hanno conservato la parte più rock degli Oasis, Noel porta con se l'anima cantautorale, in grado di arrivare dritto all'anima degli ascoltatori con semplici (ma non banali) ballate melodiche accompagnate da chitarre ritmiche e batteria arricchite da arrangiamenti molto ricercati.
Il maggiore dei fratelli Gallagher sembra essere perfettamente a proprio agio nel nuovo ruolo di cantante solista, conoscevamo già la sua voce ma restava il dubbio della prova, e qui ha dimostrato di poter sostenere ottimamente un album oltre che musicalmente anche vocalmente.
L'album registrato tra Londra e Los Angeles è prodotto dallo stesso Noel e da Dave Sardy (già produttore degli ultimi due album degli Oasis) Il primo singolo è "The Death Of You And Me" in radio dal 25 luglio ed è stato definito da Noel stesso come "una canzone romantica, incentrata sulle persone che fuggono da ciò che li circonda e che in seguito vivono sempre felici". Il secondo singolo in uscita è "AKA... What A Life". Il brano che chiude il disco "Stop the Clocks" è un pezzo del 2001 mai pubblicato con gli Oasis ma già conosciuto dai fans della Band di Manchester.
----------------------------------------------------------------------------------A cinque anni di distanza dall'ultimo disco di inediti, (The Open Door è del 2007) torna il gruppo dell'Arkansas (la band nasce nel 1995 a Little Rock AR.) con una Amy Lee sempre più in forma (fondatrice e anima del gruppo).
Il nuovo album intitolato semplicemente Evanescence, è il terzo della band (il primo è stato Fallen con oltre 20 milioni di copie vendute nel mondo), prodotto da Steve Lillywhite e Nick Raskulinecz per l'etichetta Wind-Up Records. "What You Want" è il singolo di lancio in rotazione da Agosto nelle maggiori radio mondiali.
Definire quale genere faccia un gruppo è sempre difficile perciò ci affidiamo alle parole di Amy la quale al riguardo ha dichiarato: "Noi siamo decisamente una rock band, ma tuttavia la nostra musica è una sorta di rock dark, epico e drammatico." Infatti il disco rispecchia in pieno tutte queste caratteristiche. La voce di Amy Lee è più potente che mai ed il suo pianoforte mantiene sempre l'atmosfera gotica che da sempre caratterizza la sua musica
Le tracce del disco sono 12, vediamo i titoli:
What You Want
Made of Stone
The Change
My Heart is Broken
The Other Side
Erase This
Lost in Paradise
Sich
End Of The Dream
Oceans
Never Go Bach
Swimming Home.
Ecco una breve recensione traccia per traccia dell'album:
What You Want - Il primo pezzo non è come ci si aspettava nel pieno stile Evanescence, un brano rock che si lascia asoltare e che migliora sempre più verso il finale
Made of Stone - Atmosfera più scura, con la voce di Amy ad avvolgere l'ascoltatore, lgi Evanescence sono tornati!
The Change - Canzone ancora più evocativa, che si basa e prende forza grazie alle capacità vocali della cantante, qui esaltate. Batteria e chitarre in un mix affascinante e trascinante.
My Heart is Broken - Abbiamo sentito la mancanza in questi anni di un gruppo come gli Evanescence e questo è il pezzo giusto per capire quanto!
The Other Side - Rock un pò più classico per la quinta traccia.
Erase This - Bel rock con una melodia trascinante ed un piano in sottofondo a donare un'enfasi particolare al pezzo.
Lost in Paradise - Altro bellissimo esempio di canzone alla Evanescence! Bentornati!
Sich - Non cala il ritmo del disco, sempre al massimo con un pezzo musicalmente ruvido ma arrotondato dalla potente espressività di Amy.
End Of The Dream - Atmosfere oniriche che avvolgono l'ascoltatore in un viaggio immaginifico.
Oceans - Un altro viaggio sugli oceani in compagnia di Amy
Never Go Bach - Rock un pò più duro per la penultima traccia ma non si avvertono cali di tensione, l'atmosfera tiene alla grande fino alla fine!
Swimming Home - Un lento dolce e struggente a chiudere questo grande ritorno.
C'è sempre scetticismo quando ci si confronta con la musica di un cantante che proviene da un talent show. Così è stato per Annalisa Scarrone, reduce da Amici di Maria de Filippi. Eppure questa giovane cantante ligure è riuscita a colpire tutti con la sua voce ed il duo caratteristico modo di affrontare l'interpretazione dei pezzi.
Il primo disco della Scarrone si intitola semplicemente nali (diminutivo con cui la ragazza viene chiamata da fan e “colleghi” del talent). Gli autori del disco sono Casalino, Verrienti, Faini e la coppia Camba-Coro che ha già portato al successo Alessandra Amoroso.La voce cristallina e dirompente di Annalisa è stata spesso paragonata a quella della Tigre di Cremona, Mina appunto. Annalisa ha avuto l'onore di essere corteggiata da ben 3 case discografiche per la pubblicazione di questo album: Sony Music, Universal e Warner Music, preferendo quest'ultima. L'album fa scorgere le grandi potenzialità di una cantante che potrà dire la sua senza timore alcuno nel panorama musicale italiano. 9 raffinatissime tracce (8 inediti e una cover di Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina)
Nuovo album per il Blasco, a qualche mese dall’uscita sul mercato possiamo farne una valutazione migliore. E’ un disco in cui Vasco torna a canzoni più intimiste ma tuttavia più rockeggianti rispetto alla sua produzione recente. La sua anima si sdoppia perfettamente tra romanticismo da un lato e ribellione dall’altro, peraltro una delle note caratteristiche del rocker di Zocca. “Manifesto futurista della nuova umanità” è il brano che condensa il tutto, in un pezzo musicalmente aggressivo e potente, Vasco confessa le sue debolezze, la sua difficoltà a credere, il suo rapporto con i suoi “demoni”. “Eh… Già” è una sorta di rivendicazione, io sono ancora qua! La parte più riflessiva di Vasco esce prepotentemente in “L’Aquilone” dove analizza la nostra società intrisa di tecnologia, scienza e notizie che sembrano essere di un’importanza fondamentale ma … “lo sai che si potrebbe fare senza anche senza tutta questa scienza che ci fa stare così bene” … m forse non così indispensabili dopotutto.
Ecco le 12 tracce:
Vivere non è facile – Pezzo lento per cominciare “io sono qui e vivo come pare a me” ma “nono stanche che lo so continuo a fare debiti con me” perché “vivere non è facile” ci spiega un Vasco sempre più disincantato. Troppo facile dire non ho tempo o scusami, bisogna mettersi in gioco e rischiare.
Manifesto futurista della nuova umanità – Brano che ha causato non poche polemiche ma che va letto come un grido, uno sfogo di un uomo alle prese con i suoi “demoni” personali, alla ricerca di un equilibrio in una sorta di dialogo/scontro con una “potenza superiore” che si risolve in un patto con le emozioni, per sopravvivere, per continuare questa meravigliosa avventura.
Starò meglio di così – Ancora un lento, la perdita di un amore, “posso fare quello che voglio ora si” e “non lo so però io starò meglio di così” nonostante tutto.
Prendi la strada – La quarta è una bella canzone ritmata, con una melodia trascinante “non ti fermare davanti a niente, non ascoltare nemmeno la gente, non ti distrarre perché la vita è dura” bisogna portare avanti le proprie idee, andare ognuno per la propria strada, si sbaglierà ugualmente ma a testa alta.
Dici che – L’amore secondo Vasco “Vedi che non si muore per amore … l’amore così non è un progetto, non è mai come vuoi tu, e l’amore così è maledetto, non sai mai se durerà ed è giusto così non fa un difetto, tutto poi si aggiusterà e funziona così a questo mondo … si vedrà.” …
Eh… già – “Sono ancora qua e non c’è niente che non va, non c’è niente da cambiare” grida alla grande Vasco per tutti coloro che lo davano per finito!
Sei pazza di me – Ecco l’altro lato di Vasco, quello rock “è vero che tu vivi solo per me? Dimmelo! Tu vivi solo per me. E’ vero che nei tuoi sogni … con me è più facile?” … “Gli altri uomini ormai per te sono sempre solo copie di me”
Vivere o niente – Rivelerò cose che nessuno sa di me” dice Vasco, sempre più intimista “Brividi sento quando guardo i lividi che han lasciato segni dentro” e sempre più intimistico “Non ho voglia più di fare finta che tutto vada bene solo perché è, guardami, io sono qui e te lo voglio urlare, io sto male!”
L’aquilone – Canzone capolavoro, da ascoltare!! Con una autocitazione da brividi nel finale (Vado al massimo).
Non sei quella che eri – Il rock non esiste in Italia? Ne siamo veramente sicuri? Ascoltare per credere!
Stammi vicino – Canzone d’amore alla Vasco “Aspettavo te da tanto tempo ormai che quasi non ci credevo che arrivassi più” “Stammi vicino e ogni cosa vedrai, col tempo, tutto arriverà”.
Maledetta ragione – Chiude l’album un pezzo scanzonato come solo Vasco sa comporre.
Ecco il tanto atteso ritorno di Liam Gallagher dopo la lite con il fratello Noel che ha portato allo scioglimento degli Oasis nei mesi scorsi. Con la sua nuova band, i Beady Eye tutti i nostalgici del gruppo di Manchester potranno ritrovare gran parte della musica che li fece innamorare degli Oasis. Different Gear, Still Speeding è il titolo del primo album della band che ha già annunciato un secondo lavoro per la fine dell’anno. Liam ha dichiarato che con questo nuovo progetto lavorare è più facile e che la vena creativa è sempre ad altissimi livelli, non ci sarà da aspettare molto per sentire nuovi pezzi, la frecciatina al fratello Noel non è nemmeno troppo velata, qui sto bene e lavoro alla grande p in sintesi il discorso di Liam. E questo non può che farci piacere aggiungerei.
Ecco la lista delle tracce:
Four Letter Word
Millionaire
The Roller
Beatles and Stones
Wind up Dream
Bring the Light
For Anyone
Kill for a Dream
Standing on the Edge of the Noise
Wigwam
Three Ring Circus
The Beat Goes On
The Morning Son
Il nuovo disco è molto ricco, 13 pezzi che spaziano dal rock ‘n roll al rock anni 70, passando per quello anni 60 in un mix di Oasis e brit-pop, dal pezzo melodico alla ballata romantica. Veniamo quindi ad una breve recensione pezzo per pezzo.
Four Letter Word – Un ritorno all’energia che caratterizzò i primi lavori degli Oasis, con la voce inconfondibile di Liam a sostenerlo.
Millionaire – La musica anni 60 ha ispirato molto i fratelli Gallagher in passato e continua a farlo con i Beady Eye in questa canzone dal sapore retrò.
The Roller – Bella ballata che ha il suo punto di forza nello stile e nel carisma di Liam Gallagher.
Beatles and Stones – Niente da aggiungere al titolo, c’è già tutto il pezzo. Beatles e Rolling Stones.
Wind up Dream - Ottimo brano rock: chitarre, basso e batteria, qualche coretto migliorabile ma va bene così.
Bring the Light – Rock ’n Roll
For Anyone – Ballata tipicamente Oasis, anni 60, veramente molto bella.
Kill for a Dream – Atmosfere quasi celtiche per l’inizio di questo lento, almeno fin quando entra in scena la chitarra elettrica e si torna indietro nel tempo.
Standing on the Edge of the Noise – Si punta agli anni 70 in questo brano, la voce di Liam è perfetta ed il pezzo va alla grande, chapeau.
Wigwam – Restiamo su sonorità anni 70 ma stavolta con un lento.
Three Ring Circus – L’undicesimo è un bel pezzo rock (forse un pò più anni 80 stavolta), cucito ancora una volta ottimamente sulla voce di Liam Gallagher.
The Beat Goes On – Bellissima ballata che oserei già definire in stile Beady Eye, in un connubio tra anni 60, Oasis e Travis.
The Morning Son – Il brano che chiude il disco è un lento che ci trasporta in un’atmosfera tra l’evocativo e il trasognato.
Il grande pubblico lo ha conosciuto grazie al festival di Sanremo e per questo non ringrazieremo mai abbastanza la manifestazione canora della città dei fiori. Davide Bernasconi (in arte Davide van de Sfroos) ci ha presentato la sua musica con un pezzo trascinante ma solo in apparenza leggero, Yanez (dedicata al padre).
Canta in dialetto laghee ma non solo. Quel dialetto che, tra il Ceresio ed il Lario, si distacca dal milanese prima e dal comasco poi, assorbendo molte sonorità del vicino Ticino, nella penna del Davide assume la dignità e la valenza artistica di una vera e propria lingua (cit.).
Ecco la lista delle tracce:
El Carnevaal de Schignan - 4:01
Dona Lüseerta - 4:39
Il Camionista Ghost Rider - 4:47
Long John Xanax - 4:03
La machina del Ziu Toni - 4:28
Maria - 4:12
Yanez - 3:44
El Pass del Gatt - 5:11
Setembra - 4:07
Dove non basta il mare - 5:09
Il reduce - 5:27
La figlia del tenente - 4:25
Blues di Santa Rosa - 4:52
Ciamel amuur - 4:00
Rosa del vento - 1:26
L'album (il quinto disco in studio di Davide) mostra Van De Sfroos in tutto il suo spessore, un cantautore di classe superiore, che nulla ha da invidiare a tanti colleghi più famosi e troppo spesso sopravvalutati rispetto alle loro reali qualità artistiche. Il cantante lombardo si mette a nudo in questi 15 brani è un lavoro romantico e gira intorno alla figura paterna, TizYanez, «morto durante la realizzazione di “Pica”. Così è nato un album d’amore, anche estremo e sballato. Personale e autobiografico, quando non mi vergogno di confessare l’imbranato che ero. Facendoci così scoprire sentimenti e sensazioni che viviamo, dall'amore alla nostalgia di tempi e vite passate; dalla vita di tutti i giorni al ricordo di un reduce; dalla felicità alla malinconia più profonda. Negli anni, infatti, Van De Sfroos ha messo a punto una capacità narrativa che ha davvero pochi rivali in Italia. Nei suoi pezzi racconta storie di personaggi minori, spesso emarginati, dei puri che non riescono a far fronte alla modernità e al progresso.
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